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Rivista Idraulica

Idraulica
Nuovo programma di calcolo per impianti a collettori - Le caldaie tradizionali e a condensazione
Dalla prefazione degli Ingg. Marco Doninelli, Mario Doninelli, Mattia Tomasoni

Nella prima parte della rivista presenteremo un programma per il dimensionamento degli impianti a corpi scaldanti (radiatori ad elementi e non componibili, convettori e ventilconvettori) che è, in sostanza, un’evoluzione di quello sviluppato nel contesto del 3° Quaderno Caleffi: “GLI IMPIANTI A COLLETTORI”.
Il programma, che presto sarà disponibile sul sito internet, è stato sviluppato specificatamente per gli impianti di tipo autonomo. Tuttavia può essere facilmente generalizzato anche agli impianti centralizzati, come vedremo meglio nel prossimo numero di Idraulica.

Il nuovo programma e quello vecchio hanno in comune gli stessi obiettivi: (1) proporre un sistema di dimensionamento facile e veloce da gestire nonché rigorosamente rispettoso degli algoritmi di calcolo, (2) consentire facili richiami, revisioni e riprogettazioni per far fronte a qualsiasi variante o integrazione richiesta.

Il programma verrà pubblicato online durante il mese di Gennaio 2009. Verrà inviata notifica via email.


Nella seconda parte disquisiremo sulle diverse tipologie di caldaia.

Fino a pochi anni fa, l’evoluzione delle caldaie è stata legata soprattutto alla possibilità di utilizzare nuovi tipi di combustibile, bruciatori più efficienti, miglior scambiatori di calore, coibentazioni più efficaci dell’involucro esterno.
È stata. in pratica, un’evoluzione che ha cercato di migliorare il controllo e lo sfruttamento del calore direttamente prodotto dalla combustione. Ed è stata un’evoluzione che non ha mai richiesto variazioni in merito ai circuiti che servono le caldaie.

A partire, invece, dalla seconda metà degli anni Novanta, l’evoluzione delle caldaie (sotto la spinta di un crisi energetica sempre più grave) ha cominciato a seguire vie alternative a quelle che consentivano di utilizzare solo ed esclusivamente il calore direttamente prodotto dalla combustione.
In particolare, Ricerca ed Industria hanno trovato il modo di sfruttare anche la considerevole quantità di calore “nascosta” nel vapor acqueo disperso nei fumi, e ciò ha portato alla nascita delle caldaie a condensazione.
Caldaie queste senz’altro di grande interesse e di indubbia utilità. Tuttavia va ben considerato che esse rappresentano una netta cesura col passato e che necessitano di circuiti idraulici con requisiti molto diversi rispetto a quelli richiesti in precedenza. Ignorando ciò, si corre il rischio di vanificare i benefici ottenibili con la condensazione.

Il principale compito di questo articolo è proprio quello di evidenziare le diversità di cui sopra e di proporre un confronto fra vecchi e nuovi circuiti a servizio delle caldaie.

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